Alfonso Cipolla, Eolo 30 settembre 2016

Leonce und Lena 

Patrizio Dall'Argine è un burattinaio per necessità. I burattini e la baracca sono per lui il modo per dipingere la poesia, per combattere la sua battaglia personale contro la fissità delle immagini e il fluire del tempo. I burattini, statue oranti e moventi, sono lo sguardo fermo nell'istante. Solo in un tempo senza tempo il feticcio può resuscitarsi in anima e dar vita a parabole che il pubblico è invitato a condividere. Leonce e Lena è il punto più alto di questo credo. È uno spettacolo fedelissimo al dramma di Büchner non solo nel testo, ma anche nella ricerca onirica di una realtà trasfigurante. Nel dramma i due protagonisti scappano dal loro destino: un destino beffardo e perverso, dato che ciò che fuggono è in realtà ciò che desidereranno. In un clima rarefatto e notturno il desiderio di amore si confonde con quello di morte, anche se l’inevitabile può portare alla dissoluzione dei tormenti.L’impalpabilità dei contrasti e dei sentimenti trova un corrispettivo nell'impianto visivo e ritmico dello spettacolo. È quasi una partitura: nulla è lasciato all'imprevisto e tutto è talmente calcolato da essere flusso continuo, seppure in un’aura di sospensione.La baracca è come un occhio sul sogno, un non luogo di accadimenti che ostenta o dimentica di essere teatro, che supera i limiti spaziali, trovando nuove prospettive e profondità. In queste respirano burattini-automi dal sapore simbolista, a volte diafani come creature dell’ombra, a volte coriacei di legnosità conclamata. Un umorismo tragico e ineluttabile ammanta quel gioco rianimato, pronto a morire, pronto a rinascere.

Spettacolo di rara intelligenza e grande fascino, di quelli che lasciano segno profondo.

Mario Bianchi, Eolo  30 settembre 2016

Topolino

Di “TOPOLINO” protagonista dello spettacolo è Sandrone, che per le vacanze ha deciso con moglie e figlio, Pulonia e Sgurghiguelo, di cambiare luogo di vacanza al mare e per l'occasione ha scelto la Grecia. Ma purtroppo al ritorno trova le frontiere chiuse, a causa dei troppi migranti che le vogliono attraversare e con loro i terroristi, ora c'è bisogno del passaporto ed il loro è scaduto, così devono attendere per ritornare in Italia, accontentandosi di dormire vicino alle tende dei tanti disperati che cercano un luogo dove fuggire dalla miseria e dalla guerra.

Ma cosa c'entra Topolino, in tutto questo? C'entra, c'entra ! E' lui che invita il burattinaio a narrare qualcosa di allegro, di uscire dalla realtà per entrare nella fantasia. E cosa c'è di meglio di una vacanza in Grecia? Purtroppo però ormai la realtà ha mangiato la fantasia e la realtà ha inghiottito anche le vacanze da sogno, anche quelle della povera gente come Sandrone, che duro di comprendonio, non capisce quello che gli sta accadendo,mentre il figlio gioca allegro con l'amico siriano che ha appena conosciuto.

Ovviamente, come in tutti gli spettacoli di burattini che si rispettano, si fa' avanti il cattivo, in questo caso uno scafista che offre loro una barca sgangherata, per pagarlo la povera Pulonia si dovrà privare perfino del suo dente d'oro, ma non solo. Partono, ma la barca ovviamente dopo un poco cola a picco e la nostra famiglia rischia di morire, se non che la Morte, perché anche qui c'è la morte, se non che la morte...

Come suo solito Patrizio Dall'Argine con il suo teatro beffardo, spesso volutamente sgrammaticato, che mescola però sempre sapientemente realtà e fantasia, alto e basso, aprendo l'emozione a frequenti squarci di poesia, ci regala uno spettacolo di rara vitalità immaginifica e coerenza, che, sotto il frequente riso, nasconde una precisa intonazione politica e sociale, proprio perché il teatro di tradizione, a causa della sua componente popolare, è sempre stato e sempre sarà attuale e comunicativo. 

 

  • Black Facebook Icon
  • Black YouTube Icon
  • Black Twitter Icon
  • LinkedIn - Black Circle

  ASSOCIAZIONE CULTURALE  "TEATRO MEDICO IPNOTICO"

 C.F 02897950347    VIANINO - ITALIA